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Satellite e DTT alla conquista dell’Europa Una ricerca di Datamonitor sul futuro della tv digitale. Comanda il satellite (oltre 30 milioni di case nel 2006), il terrestre farà boom dal 2005 Il cammino della tv digitale sarà sempre più spedito in Europa. E non ci sarà guerra fratricida tra terrestre e satellite, perché cresceranno entrambi. Giacomo Mazzone, direttore Audit strategico dell’Ebu (European Broadcasting Union) ha rivelato cifre di grande interesse nel corso della prima Conferenza nazionale sulla tv digitale terrestre che SAT Expo ha ospitato il 4 ottobre scorso. Secondo una ricerca dell’istituto inglese Datamonitor, la penetrazione della televisione digitale in Europa avrà questo sviluppo: il satellite crescerà fino a raggiungere circa 25 milioni di case nel 2004 e 30 milioni nel 2006; il cavo si attesterà in seconda posizione, con un balzo dai poco più di dieci milioni agli oltre 20 milioni nel 2006; infine il digitale terrestre, per il quale sarà grande la spinta allo sviluppo tra il 2005 e il 2007. Se infatti la sua presenza nel 2004 si limiterà a quattro milioni di case, tra quattro anni arriverà a sfiorare i 20 milioni di abitazioni. Le politiche governative europee – come nel caso dell’Italia che ha reso obbligatoria l’introduzione della tecnologia – saranno decisive per il passaggio tecnologico della tradizionale tv via etere al digitale terrestre.
Mazzone ha illustrato lo scenario che si apre per la DTT nei principali Paesi del vecchio continente. Una situazione in grande movimento, come in Germania, dove a novembre 2002 è stata sperimentata per la prima volta in assoluto la trasmissione in digitale terrestre basata sulla free-tv. È l’esperienza pilota di Berlino, che ha completato il passaggio totale dall’analogico al digitale a fine agosto 2003. Sulla base di questa esperienza, si stanno muovendo gli altri laender, come il Nord-Reno Westfalia, dove 8,5 milioni di famiglie a partire dal 2004 saranno coinvolte nel passaggio al digitale.
Di grande interesse la situazione in Spagna e Gran Bretagna, i due Paesi che hanno sperimentato per primi il digitale terrestre ma in versione pay. Un’esperienza disastrosa (Quiero Tv nella penisola iberica e Itv digital in Inghilterra, entrambe fallite), che sembra aver tolto dal gioco per un bel po’ questo modello di business: la televisione terrestre a pagamento non sembra funzionare. Dalle macerie però, in UK, è nato un successo: Freeview, lanciato alla fine dello scorso anno, è il servizio DTT della tv pubblica la BBC che ha conquistato utenti al ritmo di 100 mila al mese. E ora, complessivamente, risultano all’Ebu 1,5 milioni di fruitori della tv digitale terrestre in Gran Bretagna. L’ottima performance, secondo Giacomo Mazzone e molti altri esperti, è da attribuire ad alcune caratteristiche del servizio: semplicità nell’uso e nei pagamenti (se ne effettua uno solo all’inizio, nessun abbonamento), un bouquet di una trentina di canali dove però la parte del leone la fanno i canali tradizionali della Bbc. Freeview ha successo perché attrae un pubblico diverso, neofita del digitale e con un’età media piuttosto alta: il 40% ha più di 55 anni. La Francia ha fissato un calendario del passaggio al digitale terrestre: il governo ha l’obiettivo di avviare le trasmissioni nel 2004, raggiungere il 50% della popolazione nel 2005 e l’80% entro il 2008. Anche l’Italia ha alcune tappe già stabilite: la Rai deve realizzare una rete di trasmissione per la copertura del 50% della popolazione entro la fine del 2003 e del 70% entro il 2005. In queste settimane si stanno avviando le prime sperimentazioni al pubblico: Mediaset dota duemila famiglie in Lombardia di set top box per testare canali e servizi interattivi. La tv digitale terrestre è, comunque, un fatto «ineluttabile» come ha detto il ministro italiano delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri. Lo è in tutta Europa: l’Ebu stima il lancio della DTT in tutti i Paesi dell’Ue entro la fine del 2005. Ma lo “switch off”, l’abbandono definitivo della tv analogica, avrà tempi molto più lunghi: comincerà l’Olanda nel 2004, seguiranno tutti gli altri. |
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